Silvia e Veronica, le menti dietro a Parolabis, sono due traduttrici professioniste nei loro primi anni di attività da freelance. Mi hanno contattata lo scorso inverno perché avevano bisogno di una consulenza per rivedere l’organizzazione dei contenuti del loro sito che, con caparbietà e determinazione, stavano per mettere online da sole.

traduttrici professioniste

Silvia e Veronica lavoravano insieme già da qualche tempo e volevano unire le loro competenze per aumentare l’offerta e offrire i loro servizi in una formula a due. Il progetto Parolabis andava però oltre ad un portfolio dei loro lavori e la descrizione dei servizi offerti. A entrambe piaceva scrivere e volevano che Parolabis includesse un blog in cui raccontare “di lingue, letteratura, editoria e traduzione in tutte le sue forme” non solo ai potenziali clienti ma anche ai curiosi e a chi stava muovendo i primi passi come traduttore freelance.

Entrambe avevano ben chiari gli obiettivi e i loro clienti ideali, così abbiamo lavorato insieme sugli strumenti per raggiungerli. Principalmente su due aspetti fondamentali:

  • La mappa del sito
  • L’organizzazione dei contenuti

La mappa del sito

La prima cosa su cui abbiamo lavorato è stata la mappa del sito, con la definizione del menù.
Silvia e Veronica avevano fatto un buon lavoro, scegliendo tutte voci molto chiare (home, chi siamo, servizi, contatti), ma per il loro blog avevano preso una strada ben più originale: l’avevano chiamato “Il bistrò parlante“, che era un nome bellissimo ma che avrebbe gettato nella confusione chiunque avesse cercato un blog nel loro sito.

La scelta delle voci di menù va sempre fatta pensando che chi legge non sappia assolutamente nulla di noi e del nostro lavoro, per questo bisogna optare per essere chiari e spesso anche convenzionali.

La scelta giusta da fare in questo caso era utilizzare la voce “blog“.

Ci siamo concesse un po’ di libertà invece per quanto riguarda le categorie del blog e l’abbiamo fatto per una semplice ragione: la sensazione che doveva trasparire dal sito era quella di essere all’interno di uno spazio accogliente, una sorta di caffè letterario dove sentirsi a proprio agio. Le categorie del blog sono tre e si chiamano “Prendiamo un caffè?” dove vengono raccolti consigli e strumenti dedicati ai traduttori, “Uno sguardo dal bistrò” dove vengono raccolte notizie e approfondimenti sulle lingue e “Bisbigli d’autore” dove vengono raccolte storie e interviste. Silvia e Veronica sono state molto brave a inserire gli articoli nelle categorie giuste e a non uscire mai dai temi che le determinano.

Se per le categorie la scelta è stata originale, per i tag abbiamo seguito una strada più convenzionale, abbiamo utilizzato nomi parlanti e descrittivi per dare la possibilità di riunire sotto un unico nome articoli provenienti da categorie diverse.

L’organizzazione dei contenuti

Dopo la mappa del sito è arrivato il momento di rivedere le scelte fatte per organizzare i contenuti delle pagine interne. Durante l’analisi mi sono immedesimata in un loro cliente ideale e mi sono posta alcune domande: di chi è questo blog? Dove trovo le informazioni sui loro servizi? Come le contatto? Mi interessa lavorare con loro ma non offrono il servizio che cerco, ho comunque la possibilità di contattarle? Sono le professioniste che sto cercando?

Per strutturare i contenuti siamo partite dall’home page, che abbiamo diviso in tre sezioni: l’introduzione che racconta in breve chi sono Silvia e Veronica e cosa fanno, il riassunto dei servizi principali con il link alla pagina dedicata e i contatti, anch’essa con il link alla pagina apposita.

È normale trovare in home page più call to action (ovvero link che invitano il lettore a compiere un azione) ma è importante inserirle in modo strategico, scegliere le più importanti secondo ai nostri obiettivi e non esagerare per non confondere gli utenti.

Nella sezione che racconta chi c’è dietro a Parolabis, cioè la loro about page, era essenziale che ci fosse descritto chiaramente chi sono in relazione a cosa fanno. Abbiamo deciso quindi di suddividere la pagina in due parti, la prima dedicata alla descrizione di cosa Silvia e Veronica possono fare insieme, la seconda dedicata ai loro profili personali, con qualche dato in più sulle due traduttrici.

Ho spiegato loro che la pagina dei servizi doveva essere chiara e precisa, mostrare tutti i loro servizi di traduzione senza utilizzare terminologie complicate e, nel caso fosse stato necessario usarle, di spiegare il loro significato. Loro sono traduttrici professioniste, specializzate in differenti aree, come il marketing e l’editoria, e la scelta giusta era quella di essere specifiche, scrivere nero su bianco queste aree di competenza. Insieme alle specializzazioni hanno deciso di fornire anche servizi di interpretariato e tutoraggio.

Per quanto Parolabis sia un sito contenuto nelle sezioni, era necessario costruire una struttura che desse l’opportunità di essere compresa subito da tutti, esperti e meno esperti.

Il risultato finale

Le consulenze sono state fatte lo scorso Febbraio e da allora siamo rimaste tutte e tre in contatto. Le ho seguite nei vari cambiamenti del sito finché non sono arrivate alla forma finale che è l’esatto risultato che volevamo ottenere con le consulenze.