È passato quasi un anno da quando sono diventata freelance. All’inizio nella mia testa c’erano tantissime opportunità che avevano tutte le potenzialità per essere stupende: la possibilità di collaborare e lavorare assieme ad altri professionisti, la formazione continua, gli eventi, i corsi, lavorare dagli spazi coworking, conoscere tante persone e tante altre cose belle. Molte di queste sono successe, ma non tutto è andato secondo i piani e adesso ti racconto ciò che ho sbagliato in questo quasi primo anno da freelance e come sto rimediando.

primo anno da freelance

L’ispirazione per scrivere questo post mi è arrivata da Giada Carta, quando ho letto questo suo articolo e ho pensato “hey, ma anche io sono freelance da 10 mesi!”. Allora forse è il caso di fare qualche bilancio.

Non darmi uno stipendio mensile

Fino allo scorso mese non mi ero mai data uno stipendio mensile, ma facevo un giroconto ogni tanto, con una somma che variava in base ai bisogni del momento. Niente di più sbagliato. In questo modo non avevo sotto controllo i miei guadagni mensili netti, non sapevo bene quanti soldi mettere da parte per pagare le tasse né quanti soldi al mese mi servivano per vivere. Sono arrivata ad Agosto a non sapere più bene quanto avevo guadagnato fino a quel momento.

Come ho risolto: ho fatto un business plan. Ho fatto il calcolo di quanto avevo guadagnato fino a quel momento, tolto la percentuale delle tasse e fatto un ultimo giroconto del netto che mi rimaneva. Da Settembre faccio lo stesso calcolo mensilmente e il 1° di ogni mese mi do lo stipendio. Ti assicuro che avere chiara la propria situazione finanziaria rende la propria attività una cosa reale, non una cosa astratta da guardare con sospetto.

Portare avanti progetti senza pensare ad avviarne di nuovi

Quando ho aperto la mia attività avevo già iniziato alcuni progetti che sapevo sarebbero durati almeno fino a metà estate. Erano collaborazioni interessanti e mi davano un po’ della sicurezza economica di cui avevo bisogno in quel momento. Ero tranquilla perché, visto che occupavano solo parte della mia settimana lavorativa, pensavo che avrei potuto dedicare il resto del tempo ad altri progetti e a sviluppare nuovi contatti. Invece mi sono seduta sugli allori e non ho sfruttato il resto del tempo perché non avevo un piano ben preciso in testa di come fare per sviluppare il mio metodo di lavoro. Mi sentivo bloccata e non sapevo come uscirne.

Come ho risolto: una volta conclusi questi progetti mi sono fermata un attimo a pensare e a riordinare i pezzi. Ho aperto un nuovo foglio su Google Drive e ho scritto “Planning 2017” e da lì ho iniziato a mettere giù tutte le idee mese per mese, a segnarmi gli eventi importanti da non perdere (come il Freelance Day e il WordPress Meet Up), a fare un piano editoriale per il blog e Facebook e a partecipare a gruppi e conferenze per creare nuovi contatti e fare nuove amicizie. Dopodiché ho fatto un po’ di selezione per dare ordine e logica a tutto il planning.

Non avere un sito web

Sembra ridicolo per una web designer eppure è vero, fino a poco tempo fa non avevo un sito web. Sempre per via dei progetti di cui ti ho parlato al punto precedente avevo dato per scontato che avrei fatto il mio sito nei ritagli di tempo, scrivendo i testi quando mi sarebbe venuta l’ispirazione. Eppure quel momento non arrivava mai e per quasi un anno non sono riuscita a concludere questo sito, che stava lì impolverato mezzo fatto e mezzo no.

Come ho risolto: smettendo di dedicare al mio sito i ritagli di tempo e cominciando a considerarlo quello che era: un vero e proprio progetto web. Ho cominciato a pensare a me stessa come una mia cliente, ho analizzato chi ero, quello che volevo dire e a chi lo volevo dire. Ho fatto tutto il percorso che faccio quando progetto il sito web di un mio cliente. Ha funzionato.

Saltellare da una formazione all’altra senza focalizzarmi

Uno dei motivi per cui sono diventata freelance è la formazione. Quando lavoravo come dipendente non avevo mai pensato a fare dei corsi di aggiornamento o a imparare cose nuove e i miei datori di lavoro non erano inclini a spronarci nel farlo. Perciò fin dall’inizio della mia attività – ma anche da prima a dire il vero – ho cominciato a studiare di tutto, leggendo blog di altri liberi professionisti, acquistando ebook, scaricando PDF e corsi gratuiti dagli argomenti più diversi, sicurissima che mi sarebbero serviti tutti per la mia attività. Il risultato è stato un muoversi caotico e tentacolare nella formazione con la paura che, se mi fossi focalizzata su un percorso solo, avrei perso tutto il resto.

Come ho risolto: ci sto ancora lavorando. La sensazione di perdere dei pezzi mentre mi concentro su una cosa sola è ancora fortissima. La formazione è dispendiosa, sia in termini di denaro che di energie e se poi non si mette in pratica ciò che si è studiato, allora è come non avere imparato niente. Uno degli obiettivi presenti nel Planning del 2017 quindi è proprio fissarmi 2 o 3 obiettivi formativi e arrivarci senza troppe distrazioni e seguendo un percorso lineare.

Se anche tu come me hai iniziato da poco, sai che è difficile visualizzare un percorso chiaro dal primo giorno, ma ci va del tempo per costruirlo. Mettere nero su bianco sbagli e soluzioni aiuta a fare ordine nella confusione del primo anno da freelance che, comunque, tutti noi liberi professionisti abbiamo dovuto affrontare sfoderando le nostre risorse migliori!