Privavera 2012: in quel periodo mi divertivo molto a partecipare a workshop di ogni tipo, dal copywriting alla stampa 3D. La maggior parte di questi corsi si tenevano durante il week-end in spazi di coworking ed era la primissima volta che ne sentivo parlare e li vedevo con i miei occhi.

lavorare in un coworking

È iniziato tutto così

Quando nel 2015 ho scelto di intraprendere una parte della mia carriera come freelance, ho deciso di frequentare 2 o 3 volte al mese un coworking. Volevo lavorare insieme ad altri professionisti mantenendo comunque un’indipendenza di spazi e orari.

I coworking sono spazi in cui, oltre a lavorare, si socializza con altri professionisti che si trovano esattamente nella nostra situazione: sono freelance che hanno scelto di lavorare in uno spazio condiviso.

Perché lavorare in un Coworking

Per tanti e ottimi motivi. Questi sono i miei preferiti, in ordine sparso:

  • Nei coworking si incontrano altri professionisti, freelance o imprenditori di piccoli (o anche grandi business) con cui confrontarsicontaminarsi a vicenda.
  • Lavorare da casa, se non si è rigidissimi con se stessi, spesso vuol dire non avere orari. Lavorare in un coworking, invece, aiuta a stabilire un orario di inizio e di fine giornata lavorativa.
  • Si pranza tutti insieme, chiacchierando. Non in silenzio davanti al computer (terribile abitudine da freelance!).
  • Lavorare da casa talvolta porta all’alienazione e a chiudersi un po’ in se stessi. Lavorare in uno spazio condiviso da la possibilità di socializzare, di intrecciare relazioni con persone di valore. Alienarsi è uno degli errori più grandi che un freelance possa fare sia per se stesso che per la sua carriera.
  • Nei coworking si organizzano eventi, non si lavora soltanto! I momenti più belli sono gli aperitivi del dopolavoro, quelli che si organizzano all’ultimo oppure quelli che hanno una cadenza mensile e magari sono anche a tema. È in quei momenti che ti rendi conto del vero obiettivo degli spazi condivisi: promuovere la socializzazione professionale ma anche personale.
  • Lavorare in coworking ti constringe a vestirti. Io (presuntuosamente) non ci credo che c’è qualcuno che preferisce lavorare in casa in pigiama o in tuta.

Come scegliere il coworking giusto

Non esiste “IL” coworking per tutti poiché ognuno ha le sue necessità di spazio e socializzazione. Prima di scegliere lo spazio giusto bisogna tenere a mente alcune cose, capire quali sono quelle più importanti e fare una media fra tutte. Ecco alcune domande da farsi per scegliere il coworking giusto:

  • Vicinanza: quanta strada sei disposta/o a fare per arrivare al coworking? Quanto è prioritario che sia vicino a casa o a un altro luogo di tuo interesse (scuola dei bimbi, palestra, parco, ecc…)?
  • Spazio: di quanto spazio hai bisogno? Ti serve una scrivania tutta tua oppure ti basta una sedia in un tavolo condiviso con altri coworker?
  • Servizi: diamo per scontato che tutti i coworking abbiano internet veloce, di quali altri servizi hai bisogno? Ti servono una cassettiera o un piccolo armadio dove riporre le tue cose? Ti serve uno spazio da chiudere a chiave per lasciare portatile, mouse e hard disk al sicuro prima di andare via? Mangerai sempre fuori o ti porterai il pranzo? In questo caso al coworking dovrà esserci una cucina attrezzata.
  • Costi: quanto sei disposta/o a spendere al mese/anno per lo spazio di cui hai bisogno?
  • Abbonamenti e carnet: quante volte al mese andrai al coworking? Tutti i giorni? Potresti fare un mensile o addirittura un abbonamento annuale. Un paio di volte al mese? Controlla se ci sono i carnet ad entrata singola e quanto sono convenienti.
  • Socializzazione: (è forse il punto più imporante di tutti) quanto questo spazio potrà permetterti di socializzare? È abbastanza grande per incontrare molte persone ma abbastanza raccolto da non essere dispersivo?

E io cosa ho scelto?

La ricerca del mio coworking perfetto si è conclusa quando ho incontrato lo Spazio19, molto lontano da casa mia ma con l’atmosfera, lo spazio e il costo giusto per le mie esigenze. Sono una timidona introversa (il peggio del peggio), avevo bisogno di uno spazio raccolto, di circondarmi di persone amichevoli, di ridere spesso e di confrontarmi con altri professionisti. Allo Spazio19 ho trovato tutto questo e anche molto di più.